More servicesWindows Live
HomeHotmailSpacesOneCare
 
MSN
Sign in
 
 
Spaces home  BLOG di CEPPAFLEXPhotosProfileFriendsMore Tools Explore the Spaces community
Updated 6/12/2008
Updated 5/28/2008
Updated 7/26/2008
Updated 10/16/2007
Updated 11/18/2006
Updated 6/12/2008
Updated 11/18/2006
Updated 10/16/2007
Updated 10/16/2007
Updated 8/12/2008

BLOG di CEPPAFLEX

Non credete a una parola di quello che leggerete, ma almeno a due!
August 11

A Ladispoli coi Cafo Boys (Terza e ultima parte)

Entro nel liquido viscoso e putrido dal colore equivoco con qualche remora, peraltro giustificata dallo sguardo dei bagnanti a riva, che mi guardavano con espressioni di malcelato digusto misto a pena. Noto subito con dispiacere che pur nell'acqua molto bassa, non riesco a scorgere neanche lontanamente la sagoma dei miei piedi. Forse per uno strano gioco di luci, penso tra me e me. O forse no, pensano tutti gli altri. Annaspando goffamente tra buste di plastica, bottiglie vuote e pesci morti da mesi, finalmente arrivo dove non si tocca e comincio a nuotare per dare un senso a quel pomeriggio surreale. Nemmeno due bracciate e sento qualcosa sotto l'ascella sinistra; penso con spavento a una medusa. Magara lo fosse stata. Una palla composta da catrame, assorbenti interni (interni a COSA, vorrei sapere), merda solida e plastica semiliquida mi si era impigliato nei peli delle ascelle! Mentre cerco di liberarmi di quella necro-poltiglia dal colore inaccettabile, mi accorgo con stupore che la sua massa va aumentando a vista d'occhio. Spero in un'illusione ottica, quando la poltiglia comincia a trascinarmi verso il basso con fastidiosa irruenza. Riesco a divincolarmi dalla morsa dello schifo vivente perdendo molti peli ascellari e comincio a nuotare con foga verso la spiaggia, tra carcasse di cani morti, melanzane putrefatte e stronzi di varia natura e dimensione (ma uguale puzza). Finalmente sono sul bagnasciuga, visibilmente provato e ricoperto di alghe marce e sinistre sgommate di non si sa (e nessuno vuole sapere) cosa. Non faccio in tempo a riprendermi dall'aggressione della necro poltiglia che mi accorgo con sgomento che la situazione che avevo lasciato prima dell'immersione nel liquame è degenerata. Il Fiatella e il capodoglio cellulitico trombavano senza ritegno davanti a schiere di ragazzini in lacrime, madri urlanti e padri vomitanti. La scena era al limite del grottesco: il Fiatella stava sotto, quasi completamente ricoperto dalla massa adiposa della maxi botrilla, e nessuno avrebbe mai sospettato che stessero copulando, se la super vacca non gridasse frasi oscene ed emettesse gorgoglii e gèmiti appartenenti forse al mondo degli animali. Sicuramente NON al nostro. Al momento dell'orgasmo la ciccionazza comincia a vomitare secchiate di cibo maldigerito in faccia allo sventuratissimo Fiatella, che però pare apprezzare la pasta alle vongole mista a trippa alla romama e tiramisu farcito con lardo di Colonnata che gli piove direttamente in faccia. La gente intorno vomita anch'essa all'unisono e per un attimo mi sembra di essere in un film della Troma venuto male. Rino Sombu riprendeva la scena ridacchiando e con quattro canne in bocca completamente ubriaco, mentre il Panzanella, ripresosi dal coma aveva cominciato a bestemmiare in maniera compulsiva tirando in ballo le virtù della madonna, e l'origine animale (suina, per lo più) di svariate divinità e santi. La gente cominciava a scappare, anche perchè i tre pazzi stavano dando luogo a uno spettacolo talmente indegno e ripugnante da indurre lo stesso Cafioni a chiamare la tanto da lui odiata polizia. Al suono delle sirene in lontananza decido di fuggire da quell'inferno fatto di vomito, mostri obesi e bestemmie urlate a squarciagola da pazzi invasati in preda ai fumi dell'alcohol e di strane droghe di produzione propria. Raccatto Mongo che era alle prese con una rivista porno rubata a un bambino di otto anni, lo frullo nel bauletto con la psp e metto in moto il Trans-alp ma so di non avere molte possibilità di scappare dalle guardie infami, quindi punto sulla spiaggia sgommando come fossi un cafone, quale in effetti ero, e scappo a tutto gas tra ombrelloni, ragazzini urlanti e ombrelloni che si sbriciolavano come stuzzicadenti correndo sulla battigia e facendo zig zag tra i bagnanti in preda al panico. Mi pare di aver anche investito qualche vù cumprà, dato che mi sono ritrovato il parabrezza pieno di collanine e cd masterizzati, ma sinceramente credo di aver rimosso. Con enormi difficoltà, mimetizzando me, Mongo e il Trans-alp sono riuscito a sfuggire all'arresto e a tornare a casa dopo aver trascorso la notte nascosto in un cassonetto travestito da cassapanca di Ikea. L'indomani il giornale riportava la seguente notizia: "Tre drogati gettano scompiglio nel litorale romano. Arrestati per oltraggio a chiunque, atti osceni, turpiloquio globale, ubriachezza letale e assunzione di droghe misteriose". Di me non si faceva menzione. Meno male. Nei giorni successivi ho saputo che i tre pazzi erano stati rilasciati dietro cauzione (centinaia di pompini fatti dalle mogli) e che non ricordavano nulla dell'accaduto. Per fortuna mia e loro. In quel momento torna la luce.. e l'incubo finisce. I miei dodici climatizzatori riprendono a funzionare e finalmente la temperatura torna ai soliti 12 gradi. Metto un maglioncino di pile, avvolgo Mongo in un plaid e accendo il mio plasma da 75 pollici alimentato a batterie. Mentre decido il film porno da guardare, ripenso all'accaduto e trattengo a stento un conàto di vomito. Poi spingo play, e la vita torna a sorridermi.
Buone vacanze amici. Spero che questa storia, per quanto disgustosa, vi abbia divertito. Passate
una buona Estate e ci risentiamo a Settembre! BEAUTIFUL FOR YOU!!!  
August 02

A Ladispoli coi Cafo Boys (Parte seconda)

Dopo esserci dissetati con qualche litro di chinotto senza marca (Romolo era molto misterioso riguardo a quello che vendeva nel suo bar), ci facciamo dare dei lettini e qualche sdraio vicino al mare, per cominciare a prendere finalmente un pò di sole e per far asciugare le palle e l'interno chiappa. Tiro fuori dallo zaino invicta multicolore del 1985 nell'ordine: un asciugamano sbrindellato raffigurante la mascotte di Italia 90 (ricordate quel pupazzetto di merda con la capoccia a forma di pallone?), due ciavatte di colori diversi appartenute a qualche nonno o a qualche loro nonno, una crema abbronzante fattore 0.5 scaduta da almeno dieci anni e un lettore mp3 da 30 mb (si, avete capito bene, megabyte), con dentro l'intera discografia degli Skrotomollo campionata a 12 kbps. Accanto a me, Rino Sombu estrae da un sacco di iuta unto una serie di panini riempiti di ogni tipo di alimento che potesse far pensare: "il mondo va a rotoli... ma per lo meno non ho mangiato quei panini". Il Panzanella stava in riva al mare a bere birra del discount, soavemente appoggiato sul bagnasciuga con dei bermuda di due taglie più piccoli che lasciavano intravedere lo spacco delle chiappe; uno spettacolo da far impallidire un addetto allo spurgo delle fogne. Distolgo velocemente lo sguardo per notare che il Fiatella aveva attaccato bottone con un gruppetto di ragazze obese che avevano spiaggiato accanto al nostro ombrellone. Anche quello era uno spettacolo a dir poco sconcertante. Le tre mucche marine paonazze erano in notevole imbarazzo di fronte a quel ripugnante individuo che si era seduto accanto a loro con una scusa bieca e che continuava a grattarsi i coglioni con disinvoltura mentre tentava di intavolare una discussione a base di luoghi comuni sulla mortadella e gli assorbenti usati per fare il thè. Accanto a me invece Rino Sombu aveva cominciato a scureggiare allegramente mentre addentava un panino ripeno di vongole e mascarpone porchettato. I problemi erano due: primo, lui era convinto che non puzzassero in quanto il suo olfatto era pessimo. Secondo.. era sordo! Dunque produceva delle flautolenze micidiali ed estremamente rumorose, convinto che nessuno si accorgesse di nulla. Il bello era che nessuno in vent'anni aveva mai avuto il coraggio di dirgli nulla, perchè era un tipo molto permaloso e violento, che non esitava a picchiare bambini addormentati e vecchi paralitici con ferocia inaudita per un nonnulla. Ad un tratto sento un rumore strano alle mie spalle, tipo di una lumaca spiaccicata sotto una grossa scarpa; mi giro e assisto incredulo a una delle scene peggiori della mia vita. Il Fiatella lingua in bocca con la più obesa del gruppo di foche oversize! Roba da far vomitare un camionista ucraino. La saliva fuoriusciva dagli angoli delle bocche come fosse un liquame tossico non specificato, e i rumori prodotti rendevano il tutto ancora più surrealmente rivoltante. Ma la cosa peggiore era la mano di lei che frugava vorticosamente nei suoi pantaloncini alla ricerca di quello che nessuna donna al mondo avrebbe mai voluto trovare. Trattenenendo a stento dei conati di vomito decido di allontanarmi e raggiungo il Panzanella in riva al mare. Gli dico di non voltarsi, lui non risponde e guarda il mare con sguardo perso e sognante. Comincio a ricredermi su questo strano individuo... in effetti non lo facevo così spirituale e profondo. Comincio a parlargli della mia famiglia, dei miei traumi infantili (tra cui Mongo), delle mie ultime fidanzate con cui fortunatamente era finita. Fortunatamente per loro intendo. Lui mi ascolta, in silenzio. Ma so che presto parlerà per darmi un saggio consiglio, uno spunto di riflessione, un attento commento al mio racconto. Stavo per confidargli della mia decisione di farmi fare un piercing sul perineo, quando odo un suono gutturale e misterioso provenire dalle narici del Panzanella; Mi avvicino per chiedergli se è tutto a posto, ma in quel preciso istante mi rendo conto che questo ciccione laido e tatuato sta dormendo profondamente. Mi ero completamente scordato che il Panzanella era solito cadere in catalessi post birra mantenedo gli occhi socchiusi. Deluso, ma al contempo sollevato, decido ti tuffarmi in mare. Mai decisione si rivelò più sbagliata! (Fine parte 2). 
July 31

A Ladispoli coi Cafo Boys (Parte prima)

Faceva un caldo micidiale, quel giorno! 40 gradi all'ombra; ma io, paraculo, col cazzo che stavo all'ombra. Stavo sotto al sole, a piazza Lollà, nei pressi di largo Ellungo (Vicino piazza Cazzo de fori, conoscete?). Sentivo la materia cerebrale ribollire insieme al sudore che dalle ascelle mi scivolava lentamente e inesorabilmente in mezzo alle chiappe facendo un giro in effetti assai strano dettato dalla particolare conformazione dei miei dorsali. O forse dal potere aspirante del mio culo... mah! Comunque era un inferno sulla terra; senza cappello, semidisidratato e con una temperatura da far abbronzare un nigeriano sono salito sul mio Trans-Alp 650 dalla sella ovviamente incandescentee e mi sono diretto verso casa per scampare alla frittura dei liquidi corporei. Dieci minuti dopo ero là, con le palle lesse a causa della termo-sella della moto, e la gola sabbiata, tipico sintomo di disidratazione post palle lesse. Con stupore mi accorgo che dentro casa la temperatura è molto alta, nonostante possegga dodici condizionatori funzionanti ininterrottamente che mantengono la casa a 12 gradi. Comincio a rendermi conto che deve essere successo quello che d'estate tutti temono: il BLACKOUT!!! Corro in cucina e apro il frigo nella speranza che la luce sia andata via da non troppo, ma trovarci dentro Mongo, sudato, tra i carciofi... mi ha gettato nello sconforto più totale. Mentre il sudore dalle chiappe comincia a scendermi dentro alle scarpe, cerco di decidere il da farsi. Mi esce dalla bocca sabbiata un "Andiamo al mare"! Mongo apre gli occhi e drizza le orecchie come risvegliatosi da un coma etilico e biascica delle frasi in dialetto di Gallarate, cosa che faceva spesso al risveglio dal coma etilico. Decido così di chiamare un gruppo di amici motociclisti per andarcene a Ladispoli a fare un bel bagno negli escrementi chimici lontano dal caldo della città e dalle terribili scuregge del mio cane, stimolate dalla temperatura e da quintali di fagioli alla carbonara fritti nel burro ingoiati durante la visione di film porno per cani tipo: "L'alano lo prende nell'ano". Comincio così a fare un giro di telefonate per organizzare la trasferta partendo dal "Panzanella", un noto ubriacone di Tor Mignotta famoso per l'Harley Davidson color fucsia a pois verde pisello e la panza disinibita piena di tatuaggi indecifrabili, fatti quando era magro, nel 1975, e ora inesorabilmente deformati. Si dimostrò entusiasta della proposta e, tra rutti e bestemmie fuori luogo mi fa capire che chiamerà pure er Fiatella e Rino Sombu. Er Fiatella era un laido pusher dell'estrema periferia sud di Roma che soleva masticare spicchi d'aglio come fossero big babol; pratica assurda, visto che unita alle disfunzioni gastriche e alle non ottimali condizioni dei suoi denti marci, contribuiva a creare un'alitosi fognata dai risvolti raccapriccianti per chi gli stava di fronte, ma anche a lato, dietro e ora che ci penso... anche a tutti gli altri! Rino Sombu invece era un amico di un conoscente della zia di quello là, che nessuno ha mai capito perchè fosse finito nel nostro giro. Ma forse preferivamo non saperlo. L'unica cosa che sapevamo invece, era che il tizio in questione possedeva un'ignoranza talmente fuori dal comune e talmente fuori dalla provincia, da riuscire quasi a risultare simpatico se scambiato per un attore di film demenziali americani. Ho detto americani perchè generalmente non si capiva un cazzo quando parlava, in quanto privo della dentatura superiore e della grammatica italiana in generale. Dunque appuntamento confermato alle 14.30 davanti al macdonald vegetariano sull'aurelia. Il tempo di prendere due mac-melanzana fritta, e partiamo alla volta della ridente (si fa per dire) Ladispoli, con Mongo nel bauletto che si masturba per ingannare il tempo (e se stesso, dato che no ha i più i coglioni da anni). Sgommando come dei coatti di centocelle giungiamo nella ridente (si fa per prendere per il culo) cittadina di mare. La gente ci guarda incredula e quasi riesco a percepire i loro pensieri riguardanti per certo il perchè dei trentenni dall'aspetto non salubre si cimentano nella triste impresa di sembrare dei coglioni micidiali. Il perchè in effetti me lo chiedo anche io. E pensare che non sanno che ho un cane che parla in dialetto lombardo nel bauletto, sennò finirei dentro per molestie agli animali.Vabbè, comunque eravamo arrivati. Libero Mongo a fatica, perchè non ne voleva sapere di mollare la PSP in quanto stava mettendo il record a "Sphinter Apocalypse 8" il suo gioco preferito, e ci dirigiamo verso il mare masticando bestemmie superflue e, nel caso del Fiatella, capocce d'aglio farcite allo zenzero. In pochi ma interminabili minuti giungiamo allo stabilimento "Il pattino burrato", gestito da Romolo Cafioni, un ex attore porno caduto in disgrazia con l'avvento del sonoro nel cinema. Andavamo lì da anni perchè era l'unico stabilimento che consentiva l'accesso al Panzanella e a Rino Sombu, i quali erano sulla lista nera di tutti gli stabilimenti del litorale laziale per eccesso di volgarità fisica, turpiloquio molesto e flautolenza gastro-intestinale prolungata. E a pensarci bene, sospetto che anche la costa adriatica e ionica gli siano state interdette. (Fine prima parte)  
March 19

In discoteca con Burzum!!!

Alla fine quella congrega di froci con la "f" minuscola ce l’ha fatta, a portarmi in cristoteca.. ops, discoteca. L’idea malsana è partita, nemmeno a farlo apposta, da quel cane di merda milanese che mi ostino a tenere in casa. Inutile dire che Marino (Sumo, il mio vicino di casa gay con propensione per le barbabietole non da mangiare), ha subito sparso la voce e alla fine m’hanno messo in mezzo e obbligato a prendere la macchina. Destinazione “Discoteca la pecora a pecora” a  Casal del Nerchia, in provincia di Monte Metenculo. Paese peraltro molto gradito a Marino, il frocio sottomarino (nomignolo che gli deriva dalla propensione a tastare i pacchi degli amici sott’acqua in Estate). Per l’occasione c’erano anche Ana (Putt), Gualtiero, Johnny e Nara con la cugina Erma Bevosp, un troione unto dall’alito fognato e le ascelle inarrivabili. Configurato il mio navigatore, il TomTom & JerryJerry, con la voce di Bombolo, siamo partiti in otto nella macchina. Inutile dire che ci ha fermato la polizia pochi km. dopo, e solo grazie ai pompini cipollati di Nara e Erma siamo riusciti a proseguire con una semplice multa per eccesso di canini sulla cappella. Dopo aver investito un paio di suore sorde e qualche dozzina di boy scout, ci siamo ritrovati nelle vicinanze della crist.. discoteca “La pecora a pecora”. Mongo scalpitava, al ritmo di una cagata dance che già da un paio di km. veniva a rompere il cazzo nelle mie orecchie poco avvezze a quei ritmi da rintronati sotto lsd. Vabbè, ho infilato due tappi di vetroresina nei miei padiglioni auricolari, uno di sughero in culo (non si sa mai), e ho cominciato ad avvicinarmi a quel luogo nefasto insieme alla combriccola di fraciconi. Che però sembravano davvero entusiasti all’idea di dimenare le chiappe, quindi ero fottuto… senza nemmeno un alleato. All’arrivo mi sono accorto con disappunto che si era aggiunto anche Burzum, che ci aveva seguito attaccandosi al parafango posteriore col monopattino. Ovvio che nemmeno Marino ne fu felice, vista la poca simpatia che aveva tale individuo per i ricchioni, e in generale per chiunque non fosse d’accordo sulle quattro cazzate che gli passavano per la testa, o per il culo. Comunque noi gli davamo sempre ragione su tutto, e lo imbottivamo di psicofarmaci cammuffati da merendine del mulino bianco. Insomma, purtroppo alla fine mi è toccato entrare. Un buttafuori burino fino al midollo ha biascicato delle parole in dialetto cafonese padano di sutri e noi, come al solito, abbiamo mandato avanti Nara che ha risolto tutto a suon di pompini al pesto con giraculo. Dopo essere entrati gratis, ci siamo ritrovati in un locale dall’atmosfera quantomeno equivoca; un gruppo di trans brasiliani ballava al centro della pista con dei contadini ultrasessantenni visibilmente arrapati e paonazzi. Una scena che ha fatto rabbrividire anche il buon Mongo.  Nei divanetti ai lati giacevano comitive di troioni miste a narcotrafficanti ubriachi e militari dal quoziente in negativo. Tutti alle prese con enormi canne ripiene di qualcosa di pessimo, viste le facce. Comunque, incuranti dell’ambiente ripugnante che ci circondava, abbiamo cominciato a ballare mischiati ai trans e ai paonazzi. Tutto bene per i primi cinque minuti, ma improvvisamente, mentre provavo un passo di latrino americano misto salsa col viagra e merende, sento una mano scivolarmi lentamente sulla chiappa destra, la mia preferita. Mi giro, convinto di trovarmi alle prese con quel frocio sottomarino di Marino, e invece mi trovo di fronte un trans di un metro e novanta coi tacchi a spillo, le tette di neoprene e il pacco in vetroresina smaltata color carne. “Piacere, Padùlo; il trans che metenculo!”. “Piacere Ceppafl..”, non feci in tempo a rispondere che mi ritrovai un tapis roulant di lingua pelosa in bocca a mò di mocho vileda e il pacco in vetroresina piazzato in mezzo allo stomaco. Ripresomi dalla shock, mi sono divinculato e ho cominciato a fuggire dal mastodontico travello che nel frattempo biascicava frasi in brasiliano di frascati dal tenore volgarissimo. Gli altri non se la passavano meglio, notai. Mentre mi arrampicavo su una tenda per salvarmi da un improponibile trans-amplesso con Padùlo (il trans che metenculo), vidi gli altri accerchiati da una gang di nani vestiti da ballerina che si avvicinavano minacciosamente roteando gli scroti appesantiti da anni di non scopate e Mongo alle prese con un alano che voleva metterglielo nell’ano. Incredibile a dirsi, anche Marino era in evidente imbarazzo e Nara stessa si era resa conto che stavolta i pompini non l’avrebbero salvata. L’unico che poteva risolvere la situazione era Burzum, ma era imbottito di Lexotan misto a farmaci sperimentali che servivano a guarire dal black metal. C’era solo un modo per risvegliarlo dal suo torpore: urlare a squarciagola la frase: “Burzum!!! I froci invadono la Norvegia!!!!”. Dopo un attimo di silenzio, improvvisamente il delirio! Il lobotomizzato si risvegliò, estraendo da sotto il chiodo puzzolente una mitraglietta e un set di coltelli da cucina di Ikea e cominciò a urlare frasi in lingue a lui sconosciute ma dal contenuto minaccioso, anche grazie all’alito, che dava loro una valenza davvero terrificante. In un attimo Padùlo, i nani, l’alano e tutti i buttafuori bisessuali ma per l’occasione froci, si catapultarono su di lui gonfiandolo come una zampogna e sodomizzandolo come se dovessero scolare la pasta col suo culo. Approfittando della confusione siamo riusciti a fuggire, lasciando a gran velocità quel luogo abbietto per ritornarcene a casa guidati dal mio navigatore. Peccato che come spesso gli succedeva di fare, avesse caricato le cartine della Slovenia, facendoci finire in fondo a una dozzina di burroni. Di Burzum non si seppe più nulla per giorni, fino a quando non si ripresentò in comitiva biondo platino con una camicia a fiori e il mascara. Era stranamente gentile e rilassato… quindi decidemmo di sospendere la terapia a base di merendine taroccate e brindammo alla salvezza dei nostri culi. Burzum abbozzò un sorriso… poi sparì zoppicando in un vicolo.

February 09

Se divento presidente del consiglio...

Racazzi, preparatevi! Ho deciso di candidarmi alle prossime erezioni col serio intento di diventare presidente dl consiglio e dare una sistemata a questo paese di merda gestito da buffoni schiavi dei cattolici ritardati mentali e chi più ne ha, più ne fotta! Creerò una coalizione formata da PDF (partito della fregna), PDFR (partito dei froci), PDFRCB  (partito dei froci cor bòtto), PDCMDEC (partito de chi me dà er culo) e PDPAP (partito dei pompini al pesto). Ci sarà anche un partito dei cani milanesi rincoglioniti dalle canne con a capo Mongo, ma preferisco glissare su quest’argomento. La coalizione  si chiamerà CDANO (Casa Delle Analità Omeopatiche), a sottintendere che le inculate che prenderete sono tutte di natura omeopatica. Ovviamente piazzerò decine di ministri in ogni dove e in ogni dove cazzo, facendo piazza pulita dei vecchi pagliacci cocainomani puttanieri rubastipendio (ma santi davanti al video) che infestano il nostro parlamento e le nostre televisioni. Tanto per cominciare Rocco Siffredi sarà Ministro delle infrastrutture, dove per infrastutture si intendono le vostre chiappe e quelle delle vostre fidanzate. Ministro dei trasporti Marino Sumo, per la sua esperienza nell’essere trasportato a fanculo in diverse zone d’Italia. Ministro della sanità mia zia Tafolla, in quanto ancora sana di culo (dice lei). Ministro degli interni Zio Panello, che si occupa degli interni di alcune sue amiche, e a volte anche di qualche suo amico. Ministro degli affari esteri Sirvano, per la dimestichezza con le lingue. Ha difatti imparato a bestemmiare in tutte le lingue europee (cochon de dieu, diòs perro, etc..). Ministro dell’Istruzione Burzum, che in effetti non sa un cazzo di niente, però magara accoltella qualcuno dell’opposizione, chissà. Magari pure il nano coi capelli trapiantati e lo scroto in vetroresina. Ministro della difesa Mongòlius. Ministro della salute Silvia Saint. Ministro del lavoro Emmy Ator Best. Ministro di quello che gli pare a lui IL MENTULATORE. Ministro delle mani al culo Maurizia Paradiso e Ministro delle ammucchiate Bob Malone. Da paura, vero? E ancora non vi ho svelato il programma, che vi assicuro vi lascerà a bocca aperta e culo socchiuso. Tanto per comiciare, quando sarò eletto, garantirò: smantellamento sistematico della città del vaticano, per costruire al suo posto un enorme parcheggio a più piani. Trasormazione della cupola di san pietro in cinema multisala. Per l’esattezza 52 sale, di cui 22 porno. Abolizione della professione di prete, suora, chierichetto, cardinale, vescovo e pàpa, da riciclare in figure professionali più utili alla società: spazzini, allevatori di criceti, produttori di marzapane. Liberalizzazione di TUTTE le droghe che verranno vendute a prezzo di costo in ogni farmacia e ogni negozio di alimentari. Legalizzazione della prostituzione e conseguente creazione di un quartiere a luci rosse in ogni città d’Italia. Le mignotte pagheranno l’iva sulle prestazioni, eccetto i pompini, che beneficeranno di sostanziosi sgravi fiscali. Film porno in chiaro su sky GRATIS e in prima serata sulle reti rai e merdaset a giorni alterni. Educazione sessuale a partire dall’asilo con programmi che partiranno dalle mani in fica per finire con la sodomia equina per preparare i nostri ragazzi ad avere rapporti sani e consapevoli con donne, uomini, trans, cavalli e quello che gli pare a loro. Abolizione del latino e del greco, materie utili a sto par di coioni, per far posto a “storia dei preservativi” e “educazione intestinale”. Abolizione dell’ICI, tassa schifosa e odiatissima, da sostituire con la tassa sul consumo di vasellina (ma solo se si superano i 5 chilogrammi giornalieri). Diritto al matrimonio e all’adozione per gay, trans, mignotte sordomute, pony, cavallette e nani superdotati di colore. Diritto alla casa (chiusa) per tutti. Diritto di pompino. Diritto su per il culo. Sgravi fiscali per chi la dà a tutti. Bonus per chi scarica film porno da internet. Abolizione della siae, con impalamento in pubblica piazza di tutti i dipendenti e restituzione dei soldi rubati ai musicisti. Abolizione del copyright e legalizzazione del libero download di qualsiasi cosa dalla rete. Inventori del divx e dell’mp3 raffigurati in un monumento in oro e bronzo che verrà esposto a piazza del popolo. Prezzo di dvd e cd vergini ridotto del 75%. Abolizione dei boy scout. Abolizione dei giornalisti (tanto dicono solo cazzate, tanto vale che ve le dico io). Preservativi e pillole anticoncezionali gratis ovunque. Anche in drogheria e dal ferramenta. Benzina anche dal lattaio. Latte anche dai benzinai. Macchine che vanno a latte. Abolizione dei farmacisti, ma non delle farmacie. Autorizzazione a malmenare e insultare i viglili urbani. Autorizzazione a uccidere e fare scempio dei cadaveri degli ausiliari del traffico. Pannelli solari obbligatori, anche per alimentare vibratori pubblici. Abolizione delle sigarette, sostituite con canne al nero d’Amsterdam. Pornoshop in tutte le vie principali. Pornoshop in ogni via secondaria. Pornoshop sulle stradi provinciali e comunali. Pornoshop al posto degli autogrill. Vi piace allora questo programma, cari amici e amiche? Allora votatemi, eccheccazzo! Non vi siete rotti le palle di questi decrepiti figli di mignotta? Mi raccomando…

View more entries